IMG_1195Nei testi in tedesco che traduco, la lineetta – in tedesco, Gedankenstrich – è un segno grafico abbastanza frequente. Ho pensato di dedicargli un post perché ho notato che raramente nella traduzione italiana faccio corrispondere al Gedankenstrich una lineetta, il che mi fa pensare che non ci sia un’equivalenza completa di uso nelle due lingue.

Nei testi che traduco la lineetta compare spesso in intestazioni di newsletter, titoli di articoli per blog e slogan. Ecco alcuni esempi:

Globalisierung – Fluch oder Segen?

Advent – Zeit, innezuhalten

Vegan – Eine Lebensphilosophie

In tutti e tre i casi, le parole che seguono la lineetta si riferiscono a ciò che la precede, specificandolo. Nella traduzione scelgo di sostituirla per lo più con i due punti o con la virgola:

Globalizzazione: un bene o un male?

Avvento, tempo di riflessione

Veganismo: una filosofia di vita

Il manuale del Duden[1] dedicato alla punteggiatura fornisce una descrizione esauriente delle funzioni del Gedankenstrich. Una di queste è “sostituire il predicato così che la frase assume il carattere di formula sintetica, per esempio in slogan pubblicitari e nei titoli dei giornali”. Provo a tradurre in italiano alcuni esempi riportati dal Duden:

Paris – das Herz Frankreich Parigi, il cuore della Francia
Champagner – immer ein Genuss Lo Champagne: sempre un piacere
Iran – Revolution oder Reaktion? Iran: rivoluzione o reazione?
Wohlstand für alle – eine Illusion? Benessere per tutti: un’illusione?
Realpolitik – was ist das? Cosa si intende per pragmatismo politico?

 

Come si vede, nella mia versione italiana la lineetta non c’è mai. Naturalmente esistono anche altre possibilità di traduzione, ma non mi pare in italiano la lineetta abbia una funzione simile.

In generale, l’uso della lineetta in italiano è un po’ più ristretto rispetto al tedesco, come cercherò di dimostrare nella seconda parte di questo post.

[1] Christian Stang, Anja Steinhauer (2014) Duden Ratgeber – Handbuch Zeichensetzung: Der praktische Ratgeber zu Komma, Punkt und allen anderen Satzzeichen, Berlin, Dudenverlag, 198–205